Deratizzazione in corso

Non rimuovere le esche

27/02/2006

Ti amo virgola e punto  

 

Alberi di mele senza foglie, mani aperte dalle dita senza pelle, e fili di ferro a stringere il palmo nella cruna di pali di cemento. La valle dell’Adige, chilometri di mele ed uva, file di tronchi sottili sono i denti di una bocca grande un monte. Merano-Bolzano-Verona, poi Milano sul treno diretto a Napoli.

Ti amo punto, davanti a me una parola incisa su un tavolino di alluminio abbassato. Virgola. Ma un sobbalzo ha cambiato quel punto in una virgola.

Valle Passiria, le mele fino all’ombelico di montagne ghiacciate, Texel Gruppe, onde di rocce in tempesta, quella grande è di Hokusai, e la schiuma è la neve d’inchiostro che cade dalla terra al cielo. 

Ti amo inciso fino al legno, nella carrozza numero 3 davanti al posto 33. Zero è il segno di un tempo di quattro quarti, sul pentagramma dei filari di uva Traminer il suono di una corda pizzicata, ancora ferrosa di rotaia, ma bianca di nuvole trafitte di abeti. 

Ewald osserva il cielo annodato ai rami dei meli, domani pioverà in Tirolo, dice in tedesco, domani sarò a Milano, rispondo in italiano. Mi guarda stringendo gli occhi e con un gesto mi allontana, oltre i filari di uva, oltre le rocce in tempesta, su quell’onda di zinco dell’Adige, sotto il ponte che la carrozza numero 3 sta attraversando, ora sul treno Bolzano-Verona-Milano diretto a Napoli. 

Ti amo virgola. Punto, davanti a me questa parola incisa su un tavolino di alluminio abbassato. Lo alzo piano, fuori è già la Pianura Padana.

 

Postato da: bleusouris a 01:10 | link | commenti (11)
ricognizioni

17/02/2006

In viaggio   

 

Per alcuni giorni sarò in viaggio ed una deviazione sarà per andare nella città di Brescia.

Infatti, fino al 26 marzo, presso il museo di Santa Giulia, sarà visibile una mostra molto importante, si tratta di “Gauguin Van Gogh”, centocinquanta opere da musei e collezioni di tutto il mondo.

La vita di questi due grandi autori si traccia sulle orme delle loro tele dipinte, affiancate come furono in vita, nella “casa gialla” di Arles, per poi tornare nuovamente a perdersi in altre forme ubriache di colore, di cui non smetto di avere sete. 

 

Vincent Van Gogh è, per me, più di un grande artista e il mio andare a Brescia  ha il senso di una passione che non si è mai attenuata.

Ecco perché quando sarò là i muri cadranno e quella luce, che mi è così cara, mi attraverserà completamente, lasciando di me il respiro di un sorriso.

 

 

Postato da: bleusouris a 00:57 | link | commenti (4)
ricognizioni

13/02/2006

Allora già  

 

-Ci vediamo allora

-Allora ci vediamo

-Non vedo l’ora

-Sarà l’ora

-L’ora sarà

-Già all’ora?

-Allora ci siamo visti

-Ci siamo visti allora

-Non vedevo l’ora

-Era l’ora

-L’ora era 

-Già all’ora?

-Allora già.   

 

 

L’ora di essere l’ora, in pochi minuti

 

Postato da: bleusouris a 00:14 | link | commenti (10)
ca s pita

08/02/2006

Il tempo e il ritmo  

 

“Il tempo non è fuori di noi, né è qualcosa che passa dinanzi ai nostri occhi, noi siamo il tempo”. 

Octavio Paz tratta del ritmo come di quella connotazione temporale che è un “andare verso”, capace di trasformare il tempo da misura astratta a qualche cosa di concreto, con una direzione. 

“Il ritmo”, dice, “non è misura ma è visione del mondo. Calendari, morale, politica, tecnica, arti, filosofie, tutto ciò che chiamiamo cultura affonda le sue radici nel ritmo. La storia stessa è ritmo”. 

 

Le differenze culturali tra popoli diversi, quindi, possono essere lette come differenze di ritmo, che trovano radice in una dimensione che è temperatura differente, non misura di qualità, quanto di equilibrio dinamico con il proprio passato.

Diversità di cui occorre tenere il tempo, affinché si possa andare oltre la melodia di un canto a solo.

 

Ma il ritmo è soprattutto opera poetica, tempo archetipico, dove la ragione si trasforma in corrispondenza ed il sillogismo in analogia, uno spazio a cui si accede tornando origine, punto di coniugazione infinita, attimo di un attimo.   

 

Cambiando ritmo, ma rimanendo in questo tempo, riferisco che due blogger hanno subito una denuncia per diffamazione a mezzo sistema informatico, effettuata da un noto giornalista televisivo, per avere criticato, sul loro blog, il programma da lui condotto; si tratta di opinioni venate di una blanda ironia, lette al massimo da poche decine di persone. 

 

Quale ritmo, quale tempo ci attende?

 

 

 

Postato da: bleusouris a 00:28 | link | commenti (10)
ricognizioni

01/02/2006

Suggestioni  

 

Riporto alcune parole che ho scritto su “InEditaBlog”: 

 

Negli interventi precedenti molto è stato scritto a proposito del fenomeno blog, sia cercando di circostanziare l’argomento negli aspetti più tecnici, sia facendo riferimento a quelli di tipo sociologico. Ciò che può essere aggiunto da chi utilizza questo strumento, senza per questo svolgere un’analisi, è la descrizione di un’esperienza che suggerisce ma non dice con certezza. Questa mancanza di bordi che si percepisce, inoltrandosi nella rete di parole di chi scrive online, indica che il blog, colto nella forma più spontanea e senza fini commerciali, al di là dell’apparato tecnologico che ne consente l’esistenza, è soprattutto una comunità di voci, che sono persone, che è vita che si esprime. E questa sovrabbondanza che usa la parola, l’immagine o il suono, è una tensione che cerca nell’altro quel resto che fa corpo con tutta l’umanità.  

 

Tutto questo per annunciare che dal 2 al 5 febbraio, a Genova,  avrà luogo “In Edita”, il salone dell’editoria libraria, musicale e multimediale. 

Una parte degli eventi proposti saranno anche dedicati a ciò che riguarda i blog e le nuove modalità comunicative.

 

 

 

Postato da: bleusouris a 22:18 | link | commenti (7)
ricognizioni

 
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License. Feed XML offerto da BlogItalia.it

Bottoni

Contatore

visitato *loading* volte

Scrivimi: bleusouris

bleusouris


Statistiche sito,contatore visite, counter web invisibile